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Chiaretto di Bardolino Monte del Frà – il buon bere in rosa

Articolo a cura di Marina Alaimo per il portale online Food Club

Chiaretto di Bardolino DOC

Ci piace tanto bere in rosa con l’arrivo dell’estate, anche se questa tipologia di vini trova sempre maggiore spazio e consensi durante tutto l’anno e nelle carte della ristorazione. Spesso mi chiedono consigli a riguardo, di segnalare etichette valide essendo comunque il mondo dei rosati non conosciutissimo.

In questi casi mi piace suggerire, e stappare quando possibile, il Chiaretto di Bardolino,

espressione di un territorio, sul bellissimo lago di Garda, storicamente specializzato nei rosati. Proprio qui anni fa ha avuto il via la Rivoluzione in Rosa, sostenuta dal consorzio di tutela, con l’intento di valorizzare i Chiaretto, all’epoca poco diffusi, puntando con decisione alla qualità, ad uno stile territoriale riconoscibile, e, non ultimo per importanza, al gioco di squadra tra i produttori.

La cosa ha funzionato, se ne producono circa 10 milioni di bottiglie all’anno,

anche grazie all’appuntamento annuale dell’Anteprima Bardolino e Chiaretto che vede la partecipazione consistente della stampa nazionale ed estera, con masterclass dedicate e visite nelle aziende. La doc Bardolino Chiaretto è una delle più antiche d’Italia, nata nel 1968, ma vanta una narrazione lunghissima che risale al periodo imperiale romano. Nel 2021 si riesce a modificare il disciplinare cambiando nome alla doc che diviene Chiaretto di Bardolino, proprio per mettere in primissimo piano l’identità dei vini rosa di questo areale, prodotti principalmente con corvina veronese, impiegata fino al 95%, in uvaggio troviamo la rondinella, vitigno storico sulla riva orientale del lago.

Chiaretto di Bardolino 2021 ne è una valida espressione, seppure semplice e diretta,

e la cantina può raccontare una storia antica e solida, risalente al 1492, avviata dai Frati (Frà) di Santa Maria della Scala di Verona. Lunga e complessa, gli attuali proprietari sono la famiglia Bonomo, di origine contadina, che acquista alcuni dei terreni appartenuti ai frati, fino a costituire uno dei vigneti più estesi di Verona, con 137 ettari, comprendenti le principali denominazioni veronesi: Valpolicella, Custoza, Lugana, Soave, Bardolino. Oltre alla corvina veronese e alla rondinella, già citate, vi troviamo anche la molinara, allevate nella zona di Sommacampagna, su colline di origine morenica, con suoli calcarei argillosi, ricchi di sabbie e ghiaia.

Nel bicchiere quel bellissimo rosa tenue, luminoso, si fa notare,

ne annuncia la delicatezza, composta al naso dalle nuance di melagrana, mandarino e erbette mediterranee, all’assaggio dal sorso leggiadro e veloce, con ritorni agrumati e accenti salini.

Chiaretto di Bardolino DOC

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