Skip to main content

A cura di Sissi Baratela – Doctor WineClicca qui per leggere l’articolo originale

Per noi di DoctorWine è solo una conferma, ma è con grande piacere che apprendiamo che Cà del Magro, il Custoza Superiore di Monte del Frà, già faccino DoctorWine, continua a ottenere riconoscimenti su riconoscimenti non solo in Italia ma anche all’estero.

La storia della famiglia Bonomo con il territorio di Custoza ha inizio nel 1958 quando cominciò a dedicarsi alla produzione di uva e di vino. In quella “terra di mezzo” tra la città di Verona e il lago di Garda, immersi in un paesaggio collinare di natura morenica, vedono nascere nel 1971 la denominazione Bianco di Custoza (semplificata a Custoza Doc dal 2005), appena un anno prima della nascita del Consorzio di Tutela.

Negli anni l’azienda si accresce, interessando altre due Doc veronesi importanti, quella del Lugana (condivisa con la provincia di Brescia) e quella della Valpolicella, in zona Classica. Oggi i Bonomo conducono un totale di 137 ettari di proprietà e 65 in affitto, ed esportano in 60 paesi per il 60% della produzione.

Sebbene dalla vocazione bianchista siano passati a produrre anche importanti referenze di rosso. nonostante il business oggi sia internazionale e vasto, il cuore aziendale rimane legato a Custoza. Questo è il regno di un’uva bianca autoctona sopra tutte, la garganega, che collabora nella realizzazione del Custoza Doc con altri vitigni. Questi sono bianca fernanda, che è il nome veronese di un clone di cortese, trebbianello (biotipo di tocai friulano) e, nel caso di Monte del Fra, incrocio Manzoni. Da disciplinare sono ammesse anche altre uve: chardonnay, malvasia, riesling italico, pinot bianco, trebbiano.

Monte del Frà - vigneto Cà del Magro

A raccontarmi la storia dell’azienda e l’importanza che ha per loro questo vino è Marica Bonomo, responsabile export, in compagnia di Claudio Introini, consulente enologo di supporto alla famiglia dal 2006.

Affascinata dalla danza e dall’equilibrio che le uve del Custoza manifestavano nel bicchiere. Rapita dalla capacità del vino di esprimere un territorio. E infine incoraggiata dalla percezione che i consumatori stranieri (forse più liberi da pregiudizi) manifestavano nei confronti di questo vino bianco, avanzò in azienda l’ipotesi di nobilitarlo ulteriormente. Fu così che grazie alla conoscenza in vigna di suo padre Eligio e alla conduzione in cantina dello zio Claudio nacque Cà del Magro, un Custoza superiore single vineyard che oggi fa impazzire il mondo grazie alla sua eleganza, a un gusto essenziale, complesso ma equilibrato, e all’accessibilità nel prezzo. La ricetta di Cà del Magro negli anni è cambiata a favore di scelte sempre più puriste, escludendo totalmente l’utilizzo del legno a favore della territorialità.

Cà del Magro viene prodotto in 80.000 bottiglie all’anno, l’assemblaggio riposa in cemento prima di entrare in bottiglia. In termini numerici viene dopo rispetto al Custoza Doc, che oggi è prodotto in circa 400.000 bottiglie all’anno. In termini di garganega e valorizzazione della vigna, le sperimentazioni della famiglia non finiscono qui, specialmente se ci mette lo zampino anche Introini.

cantina Monte del Frà - Custoza

Allo scopo di valorizzare ulteriormente i concetti di vitigno e vigneto, nel 2006, al suo arrivo a Monte del Frà si lascia rapire dalla bellezza dei grappoli di garganega e insieme ai Bonomo dà vita a Colombara Veronese Garganega Igt. 100% garganega a pergola, con una parte di surmaturazione in vigna via recisione del tralcio. 6.000 bottiglie prodotte all’anno, dalla grande capacità di comunicare il territorio.

Colombara oggi è disponibile nell’annata 2016, annata particolarmente favorevole alla surmaturazione in campo. Si muove infatti densa nel calice, ma è piuttosto agile in bocca dove dominano sentori di erbe di campo e sapidità.

Con davanti queste tre referenze nel calice è chiaro e evidente che il cuore dell’azienda sia fortemente bianchista e legato a un territorio che non tarda a farsi riconoscere dalla semplicità e immediatezza del Custoza fino alla longevità e alle sfaccettature di Cà del Magro e Colombara.

Custoza Superiore Ca’ del Magro 2018

95/100

Da uve garganega, trebbiano toscano, cortese e incrocio Manzoni da un unico vigneto. Macerazione prefermentativa, la garganega affina sulle fecce fini. Riflessi dorati. Al naso è delicato elegante e floreale. Ricorda un infuso di tè verde al gelsomino, con qualche sfumatura di vaniglia. In bocca è grande, complesso e cremoso con una meravigliosa persistenza non invadente.

Colombara Veronese Garganega 2016

93/100

Da uve garganega in parte appassita in pianta. Acciaio. Giallo oro brillante. Si presenta complesso al naso dove dominano le erbe di campo, mentuccia in primis. Ricorda già anche la mandorla che si conferma sul finale in bocca, dove entra balsamico, fresco e teso. La tensione vegetale si spalleggia con la sapidità per una beva sorprendentemente agile e continua.

Custoza 2019 

89/100

Da uve garganega, trebbiano toscano, cortese e altre uve minori. Acciaio. Paglierino con riflessi dorati. Al naso miele, infuso alla pesca e bacca di vaniglia. Bocca verticale e ricca in aromi, ricorda sul finale tè verde con sfumature dolci di gelsomino.

Leave a Reply

*

code